Quali sono i retroscena che hanno portato il sindaco di Belpasso (Catania) a smentire la notizia di una sua candidatura alla Regione Sicilia nel 2027? Perché solo ora Carlo Caputo ha deciso di contraddire questa notizia uscita su L’Informazione oltre un mese e mezzo fa? Perché non sente l’esigenza di smentire la rottura con il deputato regionale Giuseppe Zitelli, anche lui di Fratelli d’Italia? Perché, stranamente, non attacca (come ha sempre fatto) questo giornale che ha scoperto e diffuso la notizia, ma lancia dei messaggi sibillini contro il “Palazzo” e contro le “trame” dei “faccendieri che sono già al lavoro”? Perché all’improvviso, L’Informazione diventa il “minor” e il “Palazzo” (con i suoi “faccendieri”) il “major”?

La faccenda, onestamente, anche se Caputo si sforza di dire che lui resterà a fare il sindaco per “amore” della sua città, appare grossa, specie se pensiamo che si sta consumando dentro quel “Palazzo” di cui lui è il massimo rappresentante, a causa di “faccendieri” di cui si guarda bene dal fare i nomi.

Ma se vogliamo fare un’analisi del comunicato che ieri il sindaco di Belpasso ha diffuso sui Social, dobbiamo partire proprio da questi tre elementi: il “Palazzo”, la “trama” e i “faccendieri”, una roba che va “oltre” la semplice smentita di una candidatura. E “oltre” cosa c’è? L’impressione è che Caputo abbia voluto lanciare un messaggio a qualcuno “trama” dal “Palazzo” alle sue spalle. Basta prendere il dizionario Treccani della lingua italiana per sciorinare i sinonimi e capire meglio : architettare, complottare, congiurare, macchinare, ordire. Charo!

Bisogna capire a “quale” componente del “Palazzo”, Caputo si riferisca: alla sua maggioranza o all’opposizione? O a pezzi della maggioranza che con l’opposizione hanno trovato dei punti di convergenza? Non lo sappiamo.

Sappiamo però alcune cose: 1) che un mese e mezzo fa nella sua stanza al primo piano del “Palazzo” municipale, lo scontro fra lui e Zitelli è stato durissimo ed è stato sentito da un bel po’ di gente; 2) che l’oggetto del contendere era la candidatura alle prossime elezioni regionali (con Caputo che morde il freno per andare a Palermo e Zitelli che non vuole mollare la poltrona); 3) che nel frattempo la rottura, invece si sanarsi, si sarebbe aggravata notevolmente; 4) che alla conferenza stampa per i “Forum” sul Piano urbanistico regionale il sindaco non si è presentato; 5) che Belpasso per la seconda volta è stata commissariata per l’approvazione del bilancio; 6) che ieri Caputo – in notevole ritardo – ha dato la notizia della non candidatura; 7) che la situazione all’interno del Comune, attualmente, non è così tranquilla come si vorrebbe far credere, perché all’interno gorgogliano parecchie cose che potrebbero avere sviluppi imprevedibili.

A questo punto le domande sono due: questa rottura quali ripercussioni avrà sulla maggioranza che sostiene Caputo? Quali sono i numeri affinché il sindaco possa andare avanti?

Nella foto: il sindaco di Belpasso (Catania) Carlo Caputo

Luciano Mirone