Scontro tra Officine democratiche (associazione vicina al Pd) e Amministrazione comunale sul futuro urbanistico di Catania. Un’occasione offerta dal quarto ciclo di incontri organizzato a Palazzo degli Elefanti, sede del Comune, dal sodalizio. Tema: il Piano Urbanistico Generale (Pug), argomento scottante se si pensa che l’ultimo strumento di pianificazione urbanistica del capoluogo etneo risale agli anni Sessanta.

A fare gli onori di casa l’ex assessore comunale Saro D’Agata, oggi anima del confronto civico sui temi urbani, che ha coordinato con rigore e passione un dibattito acceso e ricco di contenuti. L’intervento di apertura è spettato a Giulia De Iorio, segretaria del circolo PD Catania Centro, che ha delineato la proposta politica del Partito Democratico per il PUG: “Stop al consumo di suolo, riqualificazione del patrimonio edilizio dismesso, abbattimento delle barriere architettoniche, mobilità dolce e sostenibile, cintura verde urbana e valorizzazione dell’identità culturale della città”.

Un momento del dibattito sul Pug di Catania organizzato da Officine democratiche. Sopra: un altro scatto nel corso dell’incontro

“Una visione sì. Ma concreta”, dice la nota di Officina democratica. “Eppure – prosegue il comunicato – l’ingegnere Biagio Bisignani, direttore di URB@MET e volto tecnico dell’Amministrazione, ha bollato la proposta come ‘troppo generica e visionaria”.

“La replica – spiega il documento di Officine democratiche – non si è fatta attendere: architetti, tecnici e rappresentanti delle associazioni che operano sul territorio della 1°municipalità hanno rispedito al mittente le critiche, denunciando l’assenza di un vero metodo partecipativo nella costruzione del PUG”.

L’architetto Mario Caruso ha ricordato l’esempio virtuoso di Parma e Curitiba, suggerendo “l’istituzione di una consulta permanente”. L’architetto Igor Nastasi ha parlato apertamente di “partecipazione tradita”, evocando i fantasmi “dell’edilizia abusiva mai affrontata”. Nino Bellia, dell’Osservatorio Urbano, ha ribadito la necessità di “inventare e intervenire per una città a misura di cittadino”.

Significativo in questo senso anche l’intervento di Giusy Milazzo, Segretaria regionale del SUNIA (Sindacato inquilini), rafforzato da quello di Aurelio Di Fato (Officina Democratica), che ha introdotto un tema spesso ignorato: “l’overtourism e il conseguente spopolamento del centro storico”.

“Una città che espelle i suoi abitanti per far spazio a un turismo incontrollato – è stato detto – è una città che smarrisce la propria anima”. Una denuncia che ha trovato risonanza nell’assemblea e che rafforza la richiesta di un PUG “più attento alla tenuta sociale dei quartieri”.

Emblematico lo scontro su Corso dei Martiri, dove Mario Spampinato, dell’associazione Volere la luna, ha denunciato “l’assenza di progettualità da parte del Comune in una zona oggi abitata in larga parte da famiglie nordafricane”.

“Abbiamo presentato decine di proposte, tutte ignorate”, ha affermato Spampinato. Stesso scenario per il porto: “Il dibattito pubblico è partito a marzo 2025, ben oltre la scadenza fissata a dicembre 2024”.

Il confronto – si legge nella nota – “ha reso evidente una polarizzazione ormai insanabile. Da un lato, il Partito Democratico, le associazioni, i tecnici e i cittadini che chiedono una visione, una strategia, un futuro. Dall’altro un’Amministrazione che balbetta risposte, rifiuta il confronto e si rifugia dietro al tecnicismo per mascherare l’assenza di coraggio politico”.

“È ora di dirlo chiaramente – incalza Officine democratiche -: Catania merita di più. Merita una pianificazione che ascolti davvero, che non abbia paura di scegliere, che non deleghi al caso o alla rendita urbana il destino della città. Il PD continuerà a esserci, in ogni quartiere, in ogni assemblea, in ogni spazio pubblico dove si costruisce il futuro. Perché una città che esclude, che svuota il centro, che ignora chi la abita davvero, non è una città: è un’occasione sprecata. E noi non intendiamo sprecarla”.

A breve verranno comunicate le date dei prossimi incontri che si terranno presso il quinto e il sesto municipio.

Redazione