Di tutto si parla tranne che di un urbanista di chiara fama al quale affidare il Pug di Belpasso (Catania) attraverso un criterio oggettivo come il bando pubblico. Di questo, il sindaco Carlo Caputo non vuole sentir parlare, e di conseguenza neanche i suoi assessori.

Ecco allora che al primo “forum” con i cittadini e le associazioni, svoltosi ieri pomeriggio nei locali dell’Ufficio tecnico comunale (Utc), lo stesso Caputo non si presenta per non meglio precisati “impegni istituzionali”, malgrado l’annuncio di una conferenza stampa prevista per le 15, che avrebbe fatto da preludio all’incontro.

A farne le veci l’assessore all’Urbanistica Simone Apa che ci mette il suo impegno (forse con eccessivo linguaggio tecnico burocratico, ma senza la necessaria “visionarietà” per andare “oltre” ai danni inferti ad una città e a un territorio in tanti anni di sfregi edilizi), e il responsabile dell’Ufficio di Piano, l’architetto Carmelo Russo (funzionario dell’Ufficio tecnico), al quale il primo cittadino ha affidato il compito assai gravoso di redigere il Pug.

Parliamo di uno dei comuni più estesi della Sicilia, da alcuni anni in vetta alla classifica per abusivismo edilizio (più della tanto vituperata Gela), con un preoccupante spopolamento del centro storico, un turismo che non decolla (malgrado le grandi potenzialità che lo pongono fra l’Etna patrimonio Unesco e il mare dei Malavoglia), una Piana di Catania coltivata ad agrumi dove le multinazionali – è stato detto nel corso dell’incontro – hanno deciso di utilizzare vasti appezzamenti per l’istallazione di pannelli fotovoltaici senza una regolamentazione che ne disciplini la materia, e tanti altri “strani movimenti” che potrebbero mutare per sempre una vocazione, una identità e una memoria. Insomma, un argomento scottante di cui, probabilmente, si stanno sottovalutando gli effetti.

Di tutto si parla tranne che di un “piccolo” particolare: del fatto che un urbanista chiamato a redigere un Pug viene raggiunto “sempre” (sono parole dell’architetto Ignazio Lutri, uno dei professionisti più illuminati della Sicilia) da pressioni di qualsiasi natura (terreni agricoli da trasformare in edificabili, terreni edificabili da lasciare edificabili, terreni da non trasformare in parchi urbani, terreni da destinare alle cose più impensabili, cubature da aumentare e tanto altro) e che quindi è indispensabile un tecnico al di sopra delle parti, fuori dall’ambiente e dalla logiche locali.

Immaginiamo per un attimo l’Ufficio tecnico comunale – già oberato da un’ordinaria amministrazione che a stento riesce ad espletare – preso d’assalto da palazzinari, tecnici, imprenditori d’assalto, proprietari terrieri, emissari di multinazionali, che chiedono conto e ragione su milioni di cose su cui è impossibile dare risposte.

E immaginiamo adesso se “determinate richieste” venissero avanzate da costoro direttamente alla politica e se la politica dovesse “girarle” con i soliti modi “discreti” ai funzionari. Cosa succederebbe?

E’ una strada praticabile con gli appetiti che suscita un territorio così vasto? Ecco perché dopo il “capolavoro” del 2013 (quando Caputo revocò un grande professionista come Urbani), il sindaco ha il dovere di correre ai ripari con una scelta oculata per evitare il sospetto di voler “pilotare” il Pug.

Ma su questo Caputo non intende sentir ragioni. Bisogna chiedersene il motivo. Perché – mettiamola come vogliamo – il punto dolens del Pug di Belpasso è proprio questo: l’urbanista da scegliere secondo criteri trasparenti e oggettivi. Il resto – le proposte, i forum, gli interventi, eccetera eccetera eccetera – rischia di essere il contorno (funzionale) ad una campagna elettorale per le prossime regionali – alla quale il sindaco pare che non voglia sottrarsi – che si preannuncia infuocata.

È un caldissimo pomeriggio d’estate. Non c’è il pubblico delle grandi occasioni. Sono presenti alcuni cittadini, qualche rappresentante di associazioni, esponenti della minoranza e della maggioranza (questi ultimi alquanto sparuti). C’è chi, con lentezza post prandiale, si presenta puntuale alle 15 per sentire la conferenza stampa del sindaco, ma resta con le pive nel sacco, perché il sindaco non c’è. Peccato.

Un’altra occasione persa per chiarire perché un Pug non serve dato che un Pug “non scade” (come ha detto Caputo nel corso del recente incontro-dibattito organizzato dalla Società civile presso la biblioteca comunale. A proposito: se sul Pug si è data un’acceleratina, dopo tanto silenzio, il merito, forse, è anche della Società civile); perché “un parco crea schiamazzi”; perché “attraverso il Pug non si contrasta l’abusivismo edilizio”; perché il sindaco caccia gli urbanisti di grande valore e si avvale di un Ufficio tecnico “carente di personale” (sua dichiarazione contenuta nell’ultimo comunicato sul Pug diffuso alla stampa: appena due giorni fa); perché promette i parchi se poi non li fa; perché lancia messaggi allusivi e poi li cancella dalla registrazione dei suoi interventi contenuti nel suo profilo Fb?

E tanti altri “perché” ai quali il sindaco dovrebbe rispondere (ci limitiamo a ricordarne qualcuno), ma ai quali non risponde perché non si presenta e quindi la domanda principale che serpeggia in sala è una sola: chi sono gli interlocutori dei cittadini, dato che è stato certificato per iscritto dai funzionari e dallo stesso sindaco che l’Ufficio tecnico è “inadeguato” e “carente” per affrontare un tema così complicato?

Ma altri quesiti girano fra i presenti in questo afoso pomeriggio di inizio giugno. Dove sono i rappresentanti dell’Università di Catania cui il sindaco ha deciso di liquidare 160 mila Euro per una collaborazione sul Pug? Qual è il loro nome (finora non è stato svelato neanche questo arcano)? Dov’è il carteggio come ad esempio la Vas (Valutazione ambientale strategica) prodotto in passato? Che fine hanno fatto le proposte presentate un anno fa da cittadini ed associazioni, così come richiesto da Caputo, per dare corso alla legge regionale del 2020 che prevede la partecipazione popolare? Perché per trecentosessantacinque giorni, quegli elaborati, sono rimasti chiusi in un cassetto, quando la norma impone ad un’Amministrazione di istituire i forum dopo 90 giorni dalla loro presentazione? Perché non si è partiti da quelle proposte, invece di imporre un dibattito con tematiche stabilite dall’alto?

Tutto questo (e tanto altro) è stato detto ieri pomeriggio, e sembrava di essere tornati indietro di diversi anni, quando il sindaco (dopo la cacciata di Urbani) convocò i cittadini per parlare, anche in quella occasione, di “partecipazione”.

Finì a niente, come avevamo previsto. Insomma il film è già visto. Adesso l’assessore Apa afferma che il Piano sarà pronto entro due anni. Intanto vediamo se Caputo, fra qualche mese, lo confermerà al suo posto oppure continuerà a fare la solita rotazione di assessori (in due anni e mezzo, tre si sono avvicendati all’Urbanistica), perché, come detto, all’orizzonte si vedono le regionali e bisogna accontentare tutti attraverso la “rotazione” dei posti in giunta.

Ecco perché, nel corso del “forum”, chi scrive ha detto che impegnerà tutte le sue energie per le prossime riunioni sul Pug. Ma ad una condizione: che il sindaco scelga un urbanista al di sopra delle parti tramite un bando trasparente e che chiarisca una volta per tutte i tanti punti oscuri su questa disastrosa gestione del Pug. In caso contrario, nessuna legittimazione, specie in vista delle regionali.

Nella foto: Palazzo Scrofani, a Belpasso (Catania)

Luciano Mirone