“Ci sembra assolutamente provato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che Ciancio già dalla metà degli anni 70 ha avuto un diretto rapporto con soggetti apicali dell’associazione, sulla base di un patto che era sicuramente illecito ed è sempre stato considerato un amico e una persona a disposizione dell’associazione mafiosa”

“Chiediamo che il Tribunale voglia dichiarare la penale responsabilità dell’imputato Ciancio Sanfilippo Mario in ordine al delitto che gli viene contestato, che siano considerate sussistenti le aggravanti contestate, ossia quella dell’associazione armata e quella consistente all’assumere e mantenere il controllo dell’attività economica. Per tutte queste ragioni che sia dichiarata la penale responsabilità e lo stesso sia condannato alla pena di anni dodici di reclusione. Inoltre chiediamo che sia disposta la confisca dei beni e delle quote societarie, la confisca di alcuni immobili e la confisca per equivalente delle somme che erano contenute in conti correnti che, sommati, ammontano a quaranta milioni di euro”.

Così si conclude la requisitoria dei Pubblici Ministeri Agata Santonocito e Antonio Fanara nel processo che vede imputato Mario Ciancio per concorso esterno in associazione mafiosa.

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Nessuno, anche in caso di condanna, sbatterà Ciancio, novantunenne, in carcere. La condanna sarà il risarcimento morale a una città mortificata, soggiogata, resa carne da macello da decenni di potere criminale e borghesia mafiosa. La confisca del giornale “La Sicilia”, delle società di Ciancio e dei quaranta milioni di euro, sarà il risarcimento sostanziale a una terra e a un popolo derubato.

Ancora una volta sono dei giudici tenaci e un pugno di cittadini a garantire, in assoluta solitudine, la dignità della città. Mentre il Presidente della Regione Sicilia si inchina a Ciancio e il nuovo presidente della Commissione Antimafia regionale va a parlare di legalità per l’anniversario de “La Sicilia”. Di cui ora i giudici chiedono la confisca per mafia.

Nella foto: l’editore del quotidiano La Sicilia di Catania, Mario Ciancio

Matteo Iannitti, Giovanni Caruso e Riccardo Orioles