Caccia in Sicilia. La Regione propone l’apertura anticipata per le specie rare e in declino, ma Legambiente, la Lipu e il WWF presentano una diffida al governatore Nello Musumeci e all’assessore all’Agricoltura ‘per limitare la stagione venatoria e rispettare i pareri dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – Ispra – e del ministero dell’Ambiente’, e annunciano di stare preparando un nuovo ricorso al Tribunale amministrativo regionale, dopo quello presentato negli anni scorsi.

Lo scontro fra Regione Sicilia e ambientalisti inizia nei giorni scorsi, quando in occasione della riunione del Comitato regionale faunistico venatorio, l’assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera, presenta la bozza del Calendario venatorio 2020-2021. Il documento prevede l’apertura anticipata della stagione, la cosiddetta “preapertura”, sin dal prossimo 2 settembre, anziché all’1 ottobre. ‘La caccia che la Regione vorrebbe consentire – scrive Legambiente in un comunicato – è al coniglio selvatico anche con l’uso del furetto, e a certe specie in declino a livello internazionale come la tortora, la pavoncella e il moriglione, o addirittura molto rare come il combattente’.

Il calendario proposto dall’assessorato è stato sottoposto a valutazione dell’Ispra che ha rilasciato parere negativo: per l’Istituto, l’anticipazione della stagione venatoria ‘risulta dannosa perché colpisce animali ancora in periodo riproduttivo, mentre varie altre disposizioni del calendario sono censurabili perché prevedono un esercizio della caccia troppo esteso per forme e modalità, tali da danneggiare il patrimonio faunistico’.

Ai rilievi dell’Ispra si aggiunge quello del ministero dell’Ambiente, che ha chiesto alle Regioni ‘di depennare pavoncella e moriglione dall’elenco delle specie cacciabili, in quanto in declino in tutta Europa’, aggiungendo ‘di vietare la caccia in preapertura alla tortora’.

Secondo Legambiente, Lipu e Wwf questo Calendario venatorio, ‘così come formulato, sarebbe illegittimo perché ripropone le medesime disposizioni già ampiamente e costantemente censurate dal Giudice amministrativo sotto il profilo della legittimità e della violazione delle disposizioni della L. 157/92 sulla tutela della fauna, della vincolante normativa comunitaria (Direttiva 92/43/CEE “Habitat” e Direttiva 2009/147/CE “Uccelli”), delle Linee Guida nazionali e dei Documenti tecnici elaborati da ISPRA e Ministero dell’Ambiente’.

Già nella stagione 2018-2019, le tre associazioni ambientaliste avevano impugnato il Calendario venatorio ottenendo la sospensione della caccia, al punto che sui temi dei periodi e delle specie cacciabili vi è un contenzioso in atto pendente presso il Tribunale Amministrativo regionale di Palermo e presso il Consiglio di Giustizia Amministrativa, che l’Amministrazione regionale – si legge nel comunicato – ‘non può ignorare’.

Legambiente, Lipu e WWF, pertanto, ‘hanno inviato una diffida all’Assessore Bandiera, al Presidente Musumeci ed al Dirigente del Dipartimento Sviluppo rurale, invitando la Regione a regolamentare il prelievo venatorio nel pieno rispetto della normativa statale e comunitaria, recependo integralmente i pareri e le indicazioni di ISPRA e Ministero dell’Ambiente. In caso contrario, le Associazioni ambientaliste preannunciano di voler adire le azioni giudiziarie ritenute più opportune’.

Redazione