Ci scusiamo con il sindaco di San Vito lo Capo, Giuseppe Peraino, per un errore nel quale, in un articolo pubblicato oggi (“San Vito lo Capo, cementificazione del porto. Il sindaco sotto accusa”), siamo spiacevolmente incorsi. Per tale ragione – come ha chiesto l’interessato “a tutela dell’immagine” – abbiamo provveduto a rimuovere il pezzo dal nostro giornale, ma per onore di verità ci sia consentito di pubblicarne un altro – questo – rimaneggiato nella forma e nel titolo, ma non nella sostanza. Un articolo che prende spunto dalle precisazioni che lo stesso primo cittadino ci ha fornito per telefono. L’argomento riguarda la nuova progettazione da parte di una società di Trapani, la “Marina bay”, per la realizzazione di una mega opera nel porto di San Vito lo Capo, con il coinvolgimento di un consistente tratto di mare e di spiaggia, che, secondo il vecchio elaborato dovrebbero essere coperti.  L’articolo di stamane prende spunto da una serie di polemiche ufficiali apparse sui Social fra lo stesso Peraino e l’opposizione. Fra i post su cui avevamo focalizzato la nostra attenzione ce n’era uno, condiviso sulla pagina fb del sindaco, che però non era suo, come erroneamente riportato da noi, ma dell’ex sindaco Enzo Battaglia. Quindi in questo nuovo articolo viene espunta la parte relativa a Battaglia e viene lasciata intatta quella relativa a Peraino. Il resto viene riproposto fedelmente.

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Il tratto di costa dove è stata progettata l’opera. Sopra: Il sindaco di San Vito lo Capo (Trapani), Giuseppe Peraino

Il temporale scoppia in una tranquilla giornata di mezza estate e non sappiamo che effetti avrà sulla progettata mega cementificazione del porto di San Vito lo Capo. Per il momento sappiamo che sono riesplose le polemiche tra il sindaco Giuseppe Peraino e l’opposizione e che quest’ultima parla di indire un referendum comunale perché l’argomento – apparentemente scomparso nei mesi scorsi – è riapparso prepotentemente sotto forma di una annunciata “nuova progettazione”. Su questo c’è l’accordo tra il sindaco e la società “Marina Bay” di Trapani dopo il ritiro – avvenuto nei giorni scorsi – dell’elaborato che nel febbraio dello scorso anno fu pesantemente contestato dai cittadini – attraverso la raccolta di oltre duemila firme in sole ventiquattro ore – , dal Consiglio comunale e dalla giunta allora guidata da Matteo Rizzo.

Tutti contro, appena diciotto mesi fa, alla cementificazione di 115mila metri quadrati di spiaggia e di mare (con una “tombificazione” addirittura della sabbia), alla gestione della struttura per 48 anni da parte della stessa “Marina bay”; e ai centri commerciali, agli alberghi, ai negozi, ai trecento posti barca, che – secondo cittadini e politici – con il turismo sostenibile di San Vito non hanno nulla a che vedere.

“Non vogliamo che San Vito diventi una seconda Dubai”, si disse. Una frase pronunciata anche dall’attuale sindaco, che in campagna elettorale partecipò alla manifestazione indetta da Legambiente per ribadire il No all’opera faraonica.

E in Consiglio si portarono i dati per spiegare che questa struttura sarebbe stata devastante per l’ecosistema sanvitese, dato che questo paesino di 4mila abitanti in provincia di Trapani, negli ultimi decenni ha registrato cifre record grazie a una politica di turismo sostenibile portata avanti dalle Amministrazioni comunali che si sono succedute, compresa quella dell’attuale sindaco, che in passato ha ricoperto questa carica.

Il tuono che ha preceduto il temporale è arrivato dalla lista di opposizione “Orgoglio sanvitese”, che in un post apparso sui Social ha scritto: “Gravissimo errore aver consentito il rinvio della conferenza di servizio”.

In pratica “Orgoglio sanvitese” teme che il progetto che un anno fa il Consiglio comunale aveva fatto uscire dalla porta, possa rientrare dalla finestra attraverso il dialogo sorto fra il sindaco Peraino e la società proponente, magari con un “progetto diverso, alternativo e ridotto”.

Il  che, tradotto dal politichese, significa che si starebbero creando le condizioni per rimettere tutto in discussione. “Orgoglio sanvitese” sostiene che dietro la sbandierata vittoria dal sindaco Peraino – annunciata dopo il ritiro del progetto da parte della società “Marina bay” –  possa nascondersi l’automatica decadenza della conferenza dei servizi prevista per il prossimo 14 agosto, nella quale il primo cittadino avrebbe dovuto sancire il No definitivo all’opera.

“Altro che cantare vittoria per fare subito sterile propaganda”, scrive Orgoglio sanvitese. “È cosa totalmente diversa dalla volontà di tutta la cittadinanza, che non vuole nessun progetto”. Intendendo con questo che neanche un piano “diverso o ridotto” rispetto all’originale possa adattarsi a una zona che presenta degli aspetti delicatissimi dal punto di vista dell’ecosistema. Anche perché, è voce comune in paese, che la realizzazione del porto – risalente agli anni Sessanta – ha eroso circa 50 metri di spiaggia: spostare un solo mattone significherebbe alterare ulteriormente l’equilibrio già precario della spiaggia. E non si capisce come – è il ragionamento – “Marina bay”, col nuovo progetto, possa andare contro i propri interessi.

“Non perdiamo tempo in raccolte di firme che non hanno alcun valore legale”, aggiunge l’opposizione. “Puntiamo dritti al referendum comunale previsto dallo statuto, l’unico strumento che permetterebbe a noi cittadini di difendere gli interessi della collettività”. E poi: “Non fidiamoci di nessuno. Non deleghiamo alcun organo politico se non noi stessi. Facciamo in modo che ciascuno di noi possa diventare protagonista del proprio futuro e di quello dei propri figli”.

La risposta di Peraino non si fa attendere. Il sindaco affida a un video la sua versione dei fatti e rivendica il successo del ritiro del vecchio progetto da parte di “Marina bay”; ammette che “ci siamo incontrati un paio di volte con rappresentanti di Marina bay, collegialmente in questa stanza, ed è stata ribadita con forza l’idea di essere contro (all’attuale progetto, ndr.), e Marina bay si è resa conto che il progetto non avrebbe avuto buon fine” e l’ha ritirato; accusa (in verità senza prove) “chi fomenta… le tante illazioni su fb… che era seduto su questa scrivania, e conosceva bene i dettagli del progetto di Marina bay” (il sindaco precedente Matteo Rizzo? Peraino non lo specifica), e infine dichiara – questo il contenuto più interessante – che “se ci renderemo conto che il nuovo progetto può rappresentare ricchezza, salvaguardia e rivalutazione dell’area avrà l’appoggio di questo sindaco, del consiglio comunale e dell’amministrazione. Ma se non avrà questi pre-requisiti non avrà l’approvazione sicuramente”.

Matteo Rizzo, ex sindaco di San Vito lo Capo

Un concetto ribadito più volte nell’intervento video in questi altri passaggi: 1) “Noi difenderemo sempre San Vito lo Capo. Però difendere San Vito vuol dire valutare ipotesi che si possa portare ricchezza all’intero territorio; 2) Qualsiasi iniziativa privata deve essere sostenuta dall’Amministrazione comunale”, perché vuol dire 3) “Ricchezza per i nostri figli, avendo l’obiettivo fondamentale di rispettare la sua bellezza e il suo ecosistema; 4) Il paese ha bisogno di una economia forte”.

Il futuro ci dirà chi ha ragione.

Luciano Mirone