Dov’è il tanto auspicato rilancio di Belpasso (Catania) promesso dai quasi 5 milioni riservati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)? Se si eccettuano i fondi relativi al Bosco Sciaraviva (quasi 700mila Euro), per il quale l’unico merito è attribuibile alle associazioni che si stanno battendo per questo polmone verde, e la ristrutturazione di Casa Caudullo (i quasi 500mila Euro previsti sono sufficienti?), qualcuno può spiegare in cosa consiste il “rilancio”, che pure è una della parole-chiavi del Pnrr?

Da una lettura dell’elenco delle opere per le quali il Comune ha chiesto il finanziamento allo Stato, notiamo (una riga sì e l’altra… pure) l’uso del termine “riqualificazione”: il che vuol dire che assisteremo alle manutenzioni delle strutture esistenti, che evidentemente nel corso degli anni non sono state fatte.

Ci saremmo aspettati – per un serio rilancio del territorio – di spazi verdi a volontà di cui la città – nella jungla di cemento che è stata creata – ha urgente bisogno; di impianti sportivi di quartiere, di strutture culturali, turistico-ricettive, e tanto altro.

Gli spogliatoi del campo sportivo di Piano Tavola. Sopra: Belpasso vista dall’alto con lo sfondo dell’Etna

Una struttura lasciata nel corso degli anni alla mercé dei vandali . 

CAMPO DI CALCIO DI PIANO TAVOLA

Invece assistiamo all’ennesima fiera delle occasioni perdute. Dopo la “modica” spesa di un miliardo di vecchie lire – investita dalle amministrazioni targate anni Novanta – per costruire il campo di calcio nella frazione di Piano Tavola, si è lasciato che questo impianto venisse lasciato alla mercé dei vandali. “Locali distrutti – scrive Chiara Germenà nel 2020 sul giornale online Yvii.it – sanitari, sedie, porte e vetri rotti, immondizia di qualsiasi tipo, tra cui eternit, ed indumenti sparsi per le stanze dove manca l’illuminazione poiché i cavi elettrici sono stati tagliati e le centraline distrutte: questa la desolante scena che si presenta ai nostri occhi”. Addirittura si parla di strani riti all’interno degli spogliatoi. Oggi l’Amministrazione lo “riqualifica” con 940mila Euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza: per far cosa, dato che le squadre della frazione hanno abbandonato da tempo la loro struttura e giocano nell’unico campo di calcio a undici del territorio (lo stadio comunale “Nuccio Marino di Belpasso)? Con quali garanzie dal punto di vista della gestione e della manutenzione? C’è una reale intenzione delle società di Piano Tavola di rientrare a fare sport “in loco”? 

PARCHEGGIO QUARTIERE BORRELLO

Altra brillante “riqualificazione” riguarda il famigerato parcheggio del quartiere Borrello, per il quale pochi anni fa (sindaco Carlo Caputo, con l’attuale primo cittadino Daniele Motta saldamente in giunta e in consiglio comunale) fu spesa un’altra “modica” cifra: 1 milione di Euro. Non importa se quell’area non era adatta per la realizzazione della tanto agognata struttura: di superfici idonee, in quel rione, se ne trovano a bizzeffe, eppure, chissà perché, si scelse la più impervia (ovviamente la più costosa) per l’esistenza di tanta roccia da sbancare. Per cosa poi? Per poche auto, ma non per i bus, che avrebbero dovuto “arrangiarsi” per strada: accesso precluso per l’impossibilità di fare manovra (anche in questo caso la domanda è d‘obbligo: chissà perché?). Ci pensò il parroco del quartiere ad opporsi al parcheggio. Questo l’incipit di un articolo  (7 agosto 2015) che riprendeva la denuncia del sacerdote: “Oltre un milione di Euro per un parcheggio riservato ad appena 25 posti auto (ma non agli autobus), con un ulteriore intasamento del traffico, un deturpamento della piazza, un deterioramento di alcuni edifici e di una zona vincolata a verde che, se valorizzata adeguatamente, potrebbe essere trasformata in parco pubblico”. Dopo la denuncia di don Angelo, il progetto del parcheggio diventò (anche in questo caso: chissà perché?) quello di un presidio dei Vigili urbani (“il presidio meno presidiato al mondo”, come è stato definito). Per infiocchettare l’operazione, si pensò bene di insediare nello stesso edificio una “Casa delle associazioni”, che però non pare così frequentata come era nelle intenzioni. E il parcheggio? Viene riesumato adesso con i soldi del Pnrr (500 mila Euro). Si spera che almeno adesso si trovi una superficie più idonea e meno dispendiosa per costruirlo, nell’attesa che qualcuno risponda ai “Chissà perché” di cui sopra.

CAMPETTO DI CALCIO DELLA SCUOLA MADRE TERESA DI CALCUTTA

Sarà “riqualificato” il campetto di calcio a cinque della scuola Madre Teresa di Calcutta del quartiere Borrello (150 mila Euro), fatto marcire per tanti anni senza un solo intervento di manutenzione. Risultato: i ragazzini scavalcano la ringhiera e… rischiano l’incolumità. 

Belpasso. L’ingresso di palazzo Bufali 

LA VIA ROMA

Altra “grande opera” per la quale si prevede un’invasione massiccia di turisti è la “riqualificazione” della via Roma, l’arteria barocca della città (1 milione 400mila Euro). Per cosa poi? Per togliere la crosta d’asfalto da certi incroci e sostituirla con le basole di pietra lavica (affinché venga data una maggiore omogeneità alla struttura estetica), per realizzare le strisce pedonali con la pietra bianca di Siracusa al posto di quelle tinteggiate con lo spray, per abbattere le barriere architettoniche e per altri piccoli interventi. Non ce ne vogliano gli amministratori, ma per un rilancio di una comunità ci vuole ben altro. Che senso ha scopiazzare certi programmi (vedi la Via dell’Arte della Quindicesima Traversa) se poi non hai la vision per realizzarli? Ci saremmo aspettati il “colpo d’ala”, l’asso nella manica, il coup de theatre, che purtroppo non sono arrivati. Ma poi, ci chiediamo, in quale contesto puoi esprimere il colpo d’ala, l’asso nella manica, il coup de theatre se il Piano regolatore è scaduto da 18 anni e l’Amministrazione non si pone il problema della sua revisione? Come fai il restyling della via principale (ammesso che di restyling si tratti) se il centro storico si sta svuotando e i balconi sono pieni di cartelli con la scritta “vendesi” o “affittasi”? È come rifare il “salotto buono” della tua casa e chiuderlo anche ai proprietari.

I GIOVANI

In questi “investimenti” del Pnrr, la categoria più penalizzata è, ancora una volta, quella dei giovani, sempre più vittime di una politica che non riesce a mettere al centro della propria attività le loro problematiche e le loro esigenze. Eppure – paradosso dei paradossi – “questa” politica è composta in gran parte da “giovani”. Stravotati dai loro coetanei.

Luciano Mirone